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Da Aprilia a Napoli on the road, tante regole infrante e nessun controllo

da aprilia a napoli

Da Aprilia (Lazio) a Napoli senza alcun rispetto per le regole. Potrebbe essere descritta così la bravata di quattro giovani che stamattina hanno pensato di fregarsene dei rischi del Coronavirus e hanno deciso di fare una passeggiata a Napoli. I quattro sono quindi montati a bordo di un’auto e senza mascherina (tutti l’avevano abbassata) e senza cintura (almeno il passeggero davanti) hanno percorso circa 200 km per arrivare nel capoluogo partenopeo. Prima però una tappa a Gaeta per qualche selfie al mare. Insomma, non si intravede alcun motivo urgente nella loro gita. Fortuna per loro e sfortuna per gli altri, nessuno li ha fermati.

Il tutto è stato documentato anche con varie Stories di Instagram, con la noncuranza tipica di un giovane che non si rende conto della visibilità che i social network possono arrivare ad avere. Forse i ragazzi non erano consapevoli, infatti, che inserendo una posizione geografica all’interno della propria storia, e avendo il profilo pubblico, la storia diventa poi visibile tra quelle della città taggata, in questo caso Napoli. Si poteva immaginare, quindi, che il video racconto della gita sarebbe passato sotto gli occhi di migliaia di persone. Nelle stories cantano e ballano senza distanza di sicurezza e senza mascherine. Le immagini nel frattempo stanno facendo il giro del Web e delle chat.

Da Aprilia a Napoli: “Siamo dei fottuti criminali”

Tra l’altro i giovani, tre ragazze un ragazzo, sono consapevoli che questo non si può fare. In una delle stories una delle partecipanti, soddisfatta, afferma: “Siamo dei fottuti criminali, abbiamo oltrepassato il confine. Siamo in Campania”.

Una volta giunti poi a Napoli è iniziato il giro turistico. Naturalmente anche in strada non mancano le stories senza mascherina e distanziamento sociale, giusto per mandare a quel paese qualche altra regola.

Durante il viaggio non sono mancate anche parole offensive nei confronti di Napoli. Mentre attraversano un tratto immerso nel verde, una delle partecipanti al tour esclama: “Sicuri che siamo a Napoli? Me la ricordavo con più monnezza“. Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: “ma a Napoli che ci siete andati a fare?

I controlli?

Questa bravata, oltre a dimostrare il poco acume dei quattro ragazzi, che con atteggiamenti del genere rischiano di mettere in pericolo loro stessi e tutte le persone che avranno un contatto con loro, dimostra anche che forse qualcosa in più sui controlli deve essere fatto.

Se quattro giovani possono arrivare da una regione all’altra senza che nessun io li fermi, significa che così come loro, anche altre persone potrebbero potenzialmente aver fatto una cosa simile.

Aggiornamento: Il gruppo non è composto da 4 ragazzi, ma da tre ragazzi e una signora, madre di uno dei tre. Uno di quest’ultimi avrebbe un colloquio a Napoli. Non si capisce però perché siano in quattro in un’auto, perché non abbiano le mascherine e perché loro possano girare per la città senza osservare il periodo di quarantena previsto per chi arriva in Campania da fuori regione. Oltretutto, nelle stories invitano i loro “followers” a raggiungerli per conoscerli, fargli domande e scattare foto insieme.

 

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