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Acerra. Trovata un’arma: potrebbe essere quella usata per l’omicidio. Torna a casa il ragazzo fermato sul corso

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Acerra. Continuano le attività investigative da parte delle Forze dell’Ordine sull’omicidio avvenuto ieri nelle prime ore del pomeriggio. Dopo la morte di Pasquale Tortora, noto anche come “o’ Stagnar“, i Carabinieri della locale stazione e della Compagnia di Castello di Cisterna hanno dato vita ad una serie di ricerche sugli esecutori dell’agguato.

Nel posto sbagliato al momento sbagliato

Ieri abbiamo raccontato del fermo di un uomo, che sembra essere abbastanza giovane, su una delle principali arterie stradali della città, Corso Vittorio Emanuele (clicca qui per saperne di più). I Militari dell’Arma sembra che abbiano notato l’auto dai filmati di video sorveglianza della zona, mentre transitava durante gli istanti in cui è avvenuto l’agguato. In realtà però, la persona a bordo si sarebbe trovata solo nel posto sbagliato nel momento sbagliato, ma nulla ha a che vedere con quanto accaduto. E per questo ieri sera è tornato a casa. Probabilmente i Carabinieri, consci che le prime ore d’investigazione sono le più importanti, non hanno voluto tralasciare alcun dettaglio, ricorrendo ad azioni anche forti e plateali come il fermo del ragazzo.

L’arma

Lo sforzo delle Forze dell’Ordine ha comunque prodotto una novità che potrebbe essere determinante nella risoluzione del caso. Nel pomeriggio, nei pressi del prolungamento di via Diaz che conduce a Pomigliano, c’erano diverse pattuglie dei Carabinieri che hanno posto la loro attenzione nell’area dove ci sono cespugli ed erbacce incolte. Dopo alcune ore di ricerche è stata ritrovata una pistola. L’ipotesi, che al momento non trova alcuna conferma ufficiale, visto il riserbo degli inquirenti sulle serrati indagini, è che potrebbe essere quella utilizzata per l’omicidio di Pasquale Tortora. Naturalmente saranno gli esami balistici dare maggiori informazioni. I killer, dopo essersi messi in fuga in direzione Pomigliano, l’avrebbero lanciata nell’area verde, sperando che nessuno l’avesse mai più ritrovata.

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