Aggiornamento del 3 novembre 2026. Il testo della manovra (articolo 55 del disegno di legge di Bilancio) conferma il ritorno alla rivalutazione per fasce sull’intero assegno, con percentuali più basse di quelle della bozza: 100% fino a 2.447,40 euro, poi 85%, 53%, 47%, 37% e 32%. Inoltre, dopo il dato Istat di ottobre, l’inflazione acquisita per il 2026 è salita al 3,4%. Le simulazioni aggiornate e le perdite fascia per fascia sono nel nostro articolo su cosa cambia con la manovra e chi ci perde. Qui sotto resta la guida al meccanismo e al calcolo, con le stime del 30 ottobre.
Da gennaio 2027 le pensioni salgono di nuovo per effetto dell’adeguamento all’inflazione, e quest’anno l’aumento sarà più sostanzioso: le stime indicano una rivalutazione del 2,9%, il doppio abbondante dell’1,4% riconosciuto nel 2026. Sulla cifra finale pesano però due incognite: il decreto ufficiale del Ministero dell’Economia, atteso entro il 20 novembre, e la manovra 2027, che potrebbe ridurre gli aumenti per gli assegni medio-alti.
Ecco cosa sappiamo oggi, quanto potrebbe aumentare la pensione fascia per fascia e cosa resta ancora da decidere.
Che cos’è la rivalutazione delle pensioni
La rivalutazione, chiamata tecnicamente perequazione automatica, è il meccanismo che ogni anno adegua le pensioni all’aumento dei prezzi, per difendere almeno in parte il potere d’acquisto dei pensionati.
Il calcolo non si basa sull’inflazione “generale” di cui si parla nei telegiornali (l’indice NIC), ma sull’indice FOI senza tabacchi, cioè i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Per gli assegni del 2027 conta la variazione media del FOI nel 2026 rispetto al 2025.
Il percorso è sempre lo stesso:
- entro il 20 novembre il MEF, d’intesa con il Ministero del Lavoro, fissa con un decreto la percentuale provvisoria per l’anno successivo;
- da gennaio l’INPS applica l’aumento sui cedolini;
- l’anno dopo, quando l’Istat certifica il dato definitivo, scatta l’eventuale conguaglio, a favore o a carico del pensionato.
Perché si parla del 2,9%
Dopo un 2025 di prezzi tranquilli, il 2026 ha visto l’inflazione risalire, spinta soprattutto dall’energia: secondo i dati Istat, a settembre il FOI senza tabacchi ha segnato un +4% su base annua. Ipotizzando prezzi stabili nell’ultimo trimestre, la media annua del 2026 si colloca intorno al 2,9%, che è la stima di riferimento usata dalla maggior parte degli analisti. Le valutazioni più prudenti, fatte prima del rialzo di settembre, parlavano del 2,7%.
Il numero ufficiale arriverà solo con il decreto di novembre. Fino ad allora tutte le cifre che seguono vanno lette come simulazioni.
Nota: il 30 ottobre l’Istat ha stimato l’inflazione di ottobre al 5,4% e quella acquisita per il 2026 al 3,4%. La rivalutazione definitiva potrebbe quindi risultare più alta del 2,9%: per ottenere la stima con un altro indice basta sostituire la percentuale nei calcoli più sotto.
Per il 2026, invece, non è previsto alcun conguaglio: l’inflazione definitiva è stata pari all’1,4%, la stessa percentuale applicata in via provvisoria.
Come funziona oggi: il sistema a scaglioni
Con le regole attualmente in vigore, l’aumento non è uguale per tutti ma procede per scaglioni, calcolati sul trattamento minimo INPS del 2026, pari a 611,85 euro al mese:
| Quota di pensione (lordo mensile) | Quota di inflazione riconosciuta | Rivalutazione con indice al 2,9% |
|---|---|---|
| Fino a 2.447,40 € (4 volte il minimo) | 100% | 2,90% |
| Da 2.447,40 a 3.059,25 € (da 4 a 5 volte) | 90% | 2,61% |
| Oltre 3.059,25 € | 75% | 2,175% |
La percentuale ridotta si applica solo alla parte di assegno che supera ciascuna soglia. Una pensione da 2.500 euro, per esempio, ottiene il 2,9% pieno sui primi 2.447,40 euro e il 2,61% soltanto sui 52,60 euro restanti.
Quanto aumentano le pensioni nel 2027: la tabella
Ecco gli aumenti stimati con una rivalutazione del 2,9% e le regole attuali. Gli importi sono lordi; l’aumento annuo è calcolato su 13 mensilità.
| Pensione lorda mensile 2026 | Aumento mensile | Pensione lorda 2027 | Aumento annuo |
|---|---|---|---|
| 1.000 € | +29,00 € | 1.029,00 € | +377 € |
| 1.500 € | +43,50 € | 1.543,50 € | +566 € |
| 2.000 € | +58,00 € | 2.058,00 € | +754 € |
| 2.500 € | +72,35 € | 2.572,35 € | +941 € |
| 3.000 € | +85,40 € | 3.085,40 € | +1.110 € |
| 3.500 € | +96,53 € | 3.596,53 € | +1.255 € |
| 4.000 € | +107,41 € | 4.107,41 € | +1.396 € |
| 5.000 € | +129,16 € | 5.129,16 € | +1.679 € |
Attenzione al netto. Sul cedolino l’aumento effettivo è più basso perché su di esso si pagano IRPEF e addizionali: a seconda dell’importo si perde da circa un terzo a oltre il 40% del valore lordo. Su una pensione da 2.000 euro lordi, per esempio, i 58 euro di aumento diventano circa 41 euro netti.
Calcolo della rivalutazione: come farlo da soli
Per stimare il proprio aumento basta partire dall’importo lordo mensile della pensione, che si trova sul cedolino o nel fascicolo previdenziale sul sito INPS:
- Se la pensione non supera 2.447,40 euro, si moltiplica l’importo per 0,029. Esempio: 1.800 × 0,029 = 52,20 euro in più al mese.
- Se è tra 2.447,40 e 3.059,25 euro, si calcola 2.447,40 × 0,029 (cioè 70,97 euro) e si aggiunge la parte eccedente moltiplicata per 0,0261.
- Se supera 3.059,25 euro, ai 70,97 euro si sommano 15,97 euro (la seconda fascia piena) e la parte oltre 3.059,25 moltiplicata per 0,02175.
Il risultato è lordo. Se a novembre il decreto fisserà una percentuale diversa dal 2,9%, basterà sostituire il valore nel calcolo.
La manovra 2027 cambia la rivalutazione degli assegni medio-alti
Il testo del disegno di legge di Bilancio 2027, all’articolo 55, introduce per il prossimo anno un sistema a sei fasce, già usato nel 2023 e nel 2024. A differenza degli scaglioni descritti sopra, la percentuale si applica all’intero assegno in base al suo importo complessivo:
- 100% dell’inflazione fino a 4 volte il minimo (2.447,40 euro);
- 85% tra 4 e 5 volte;
- 53% tra 5 e 6 volte;
- 47% tra 6 e 8 volte;
- 37% tra 8 e 10 volte;
- 32% oltre 10 volte il minimo.
Chi prende fino a circa 2.447 euro lordi non perde nulla; sopra quella cifra gli aumenti si riducono sensibilmente, con perdite che superano i mille euro l’anno per le pensioni più alte. Una clausola di salvaguardia evita che chi supera di poco una soglia finisca per prendere meno di chi resta appena sotto. Le tabelle di questo articolo seguono le regole in vigore prima della manovra: per i nuovi importi e le perdite fascia per fascia si veda la nostra analisi dell’articolo 55.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 52 depositata ad aprile 2026, ha già giudicato legittimi i tagli applicati nel 2023-2024, senza alcun rimborso. La riduzione si trascina negli anni successivi, perché ogni nuova rivalutazione si calcola sull’importo già ridotto. Il testo può ancora cambiare durante l’esame parlamentare, che si chiude entro il 31 dicembre.
Pensioni minime: aumento più contenuto
Per chi percepisce il trattamento minimo il 2027 rischia di essere meno generoso di quanto suggerisca il 2,9%. Fino al 2026 il minimo di 611,85 euro godeva di un incremento straordinario dell’1,3% che lo portava a 619,80 euro. Se la manovra non lo rinnoverà, la rivalutazione si applicherà sulla base di 611,85 euro e il minimo salirà a circa 629,59 euro: rispetto a quanto incassato quest’anno, l’aumento reale sarà di circa 10 euro al mese.
Chi va in pensione nel 2027: contributi rivalutati, coefficienti in calo
Il 2027 porta una novità anche per chi lascerà il lavoro. I contributi accumulati nel sistema contributivo (il cosiddetto montante) saranno rivalutati del 6,3359%, il valore più alto da oltre trent’anni. Nello stesso tempo, però, un decreto del 16 ottobre ha ridotto i coefficienti di trasformazione, che trasformano il montante in pensione: a 67 anni si passa dal 5,608% al 5,514%. In buona parte dei casi la rivalutazione più che compensa il taglio.
Quando arrivano gli aumenti
- Entro il 20 novembre 2026: decreto MEF con la percentuale provvisoria ufficiale.
- Entro il 31 dicembre 2026: approvazione definitiva della legge di Bilancio, con le eventuali nuove fasce.
- Gennaio 2027: primo cedolino con l’aumento, da verificare sul sito INPS nella sezione dedicata al cedolino della pensione.
- Inizio 2028: eventuale conguaglio se l’inflazione definitiva del 2026 risulterà diversa da quella provvisoria.
Aggiorneremo questo articolo appena saranno pubblicati il decreto ministeriale e il testo della manovra.
