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Blocco diesel Euro 5 dal 1° ottobre 2026: riguarda anche Napoli e la Campania?

Auto diesel in una città interessata dalle limitazioni per le polveri sottili

Il blocco diesel Euro 5 di cui si parla in queste ore non è un divieto nazionale valido automaticamente in tutta Italia. La scadenza del 1° ottobre 2026 riguarda le misure per la qualità dell’aria nel bacino padano e, in particolare, Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Anche qui, però, il quadro non è identico: la Lombardia ha confermato le limitazioni, mentre altre Regioni stanno lavorando su misure alternative.

Per chi vive a Napoli o in Campania la domanda è quindi legittima: bisognerà lasciare ferma un’auto diesel Euro 5 dal primo ottobre? La risposta, allo stato attuale, è no, non per effetto automatico del provvedimento che interessa il Nord. Questo non esclude limitazioni locali: Napoli ha già adottato in passato una propria ordinanza antismog, conclusa il 31 marzo 2026, che comprendeva anche i diesel fino a Euro 5.

Blocco diesel Euro 5: cosa succede dal 1° ottobre 2026

La questione nasce dagli obblighi di riduzione dell’inquinamento atmosferico nelle Regioni del bacino padano. Il blocco, inizialmente previsto per il 2025, è stato rinviato e modificato con la legge 18 luglio 2025, n. 105.

La data indicata è il 1° ottobre 2026, ma Regioni e Comuni possono definire le modalità applicative e adottare interventi compensativi capaci di ottenere una riduzione equivalente delle emissioni. Per questo non è corretto parlare di uno stop uniforme per tutte le auto Euro 5 italiane.

Quali Regioni sono coinvolte

Al 7 settembre 2026 la situazione può essere riassunta così:

RegioneSituazione attuale
LombardiaBlocco confermato dal 1° ottobre 2026 per le autovetture diesel Euro 5 nelle aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo.
PiemonteLa Regione ha scelto un pacchetto di misure ambientali alternative allo stop generalizzato.
VenetoÈ in corso l’iter per sostituire o sospendere il blocco attraverso interventi compensativi.
Emilia-RomagnaLa Regione sta valutando misure alternative; senza modifiche, le limitazioni interesserebbero i maggiori centri urbani.

Il quadro delle tre Regioni ancora in fase di definizione potrebbe cambiare prima di ottobre. Per questo è importante controllare gli atti regionali e comunali, non affidarsi soltanto a elenchi generici pubblicati sui social.

Dove è confermato lo stop in Lombardia

La pagina ufficiale della Regione Lombardia indica quattro città con più di 100 mila abitanti:

  • Milano;
  • Brescia;
  • Monza;
  • Bergamo.

Per le autovetture diesel Euro 5, categoria M1, l’avvio è previsto il 1° ottobre 2026. Le limitazioni sono indicate dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi infrasettimanali, dalle 7:30 alle 19:30. Per alcune categorie di veicoli commerciali e per il trasporto di persone il calendario è successivo.

La Lombardia prevede inoltre il sistema MoVe-In, basato su una soglia chilometrica annuale monitorata attraverso una scatola nera. Non è una deroga senza limiti: chi aderisce rinuncia al normale schema di giorni e orari, ma deve rispettare il tetto di chilometri assegnato.

Il blocco riguarda Napoli e la Campania?

La scadenza del 1° ottobre collegata al bacino padano non introduce automaticamente lo stesso blocco in Campania. La situazione napoletana va però controllata separatamente, perché il Comune può adottare provvedimenti locali per la qualità dell’aria.

L’ultima misura pubblicata dal Comune di Napoli vietava fino al 31 marzo 2026, dal lunedì al venerdì tra le 8:30 e le 18:30, la circolazione delle autovetture e dei veicoli commerciali alimentati esclusivamente a gasolio fino alla categoria Euro 5.

Quell’ordinanza indicava anche assi viari esclusi e diverse deroghe, tra cui alcune categorie di veicoli di servizio, trasporto di persone con disabilità, emergenze sanitarie e mezzi provenienti da fuori Regione in particolari condizioni. Essendo terminata il 31 marzo, non va confusa con le nuove limitazioni settentrionali di ottobre. Prima dell’inizio della stagione invernale il Comune potrebbe comunque approvare un nuovo dispositivo: sarà necessario verificare un eventuale aggiornamento.

Come capire se un’auto è Euro 5

L’anno di immatricolazione fornisce soltanto un’indicazione. Molte auto diesel Euro 5 sono state immatricolate tra il 2011 e il 2015, ma non basta la data per avere una risposta certa.

La classe ambientale può essere controllata:

  • sulla carta di circolazione, cercando il codice riportato nel campo V.9;
  • attraverso i servizi online collegati alla targa messi a disposizione dagli enti competenti;
  • rivolgendosi a un’agenzia di pratiche automobilistiche o alla Motorizzazione in caso di dubbi.

Occorre verificare anche l’alimentazione: i provvedimenti di cui si discute riguardano specificamente i veicoli diesel. Un’auto Euro 5 a benzina non rientra automaticamente nello stesso divieto.

Bisogna cambiare subito automobile?

No. Prima di valutare una sostituzione bisogna stabilire tre cose: la classe ambientale reale del veicolo, il Comune nel quale deve circolare e le regole effettivamente approvate in quella zona.

Chi utilizza l’auto soltanto in Campania non deve interpretare il dibattito di queste ore come un ordine nazionale di rottamazione. Chi viaggia regolarmente nelle città interessate del Nord deve invece controllare orari, perimetri, deroghe ed eventuali sistemi chilometrici.

Cosa controllare nelle prossime settimane

La situazione resta in movimento. Prima del 1° ottobre sarà utile verificare:

  1. le decisioni definitive di Veneto ed Emilia-Romagna;
  2. l’attuazione delle misure alternative annunciate dal Piemonte;
  3. le istruzioni operative e le deroghe nei singoli Comuni lombardi;
  4. l’eventuale nuova ordinanza antismog del Comune di Napoli per l’inverno 2026-2027.

Questo articolo è aggiornato al 7 settembre 2026. Le limitazioni alla circolazione possono essere modificate con atti regionali o comunali successivi.

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