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Coronavirus-Acerra. La rabbia di Giusy: “Il sindaco mi deve delle scuse. Fate le persone serie”

acerra coronavirus secondo caso

Acerra. Da poche ora ha saputo di essere positiva al Coronavirus, ma la sua preoccupazione è stata sostituita dalla rabbia. Appena saputo della notizia si è infatti scatenata la solita caccia alle streghe, che per la maggior parte si verifica tra le chat di WhatsApp dove girano audio, foto e video. In particolare la ragazza è stata accusata di non aver rispettato le prescrizioni e di non aver autodenunciato il suo arrivo in città. Giusy, questo il nome della terza acerrana positiva, ha quindi deciso di fare una diretta Facebook in cui chiariva come erano andate le cose.

Ecco le sue parole: “Mettevi nei miei panni, una ragazza che è risultata positiva. Non avrei mai messo a rischio la vita di mio padre. Allora smettiamola e fate le persone serie, perchè io lo sono stata.

Le critiche al sindaco

Nel mirino di Giusy è finito anche il sindaco Raffaele Lettieri, reo di aver fatto capire che la ragazza non avesse rispettato le prescrizioni: “Allora signor sindaco io sto ancora aspettando la sua chiamata, dove lei mi dia delle scuse, perchè non si doveva permettere. Io non sono un’incosciente. Quindi spero veramente che la smettiate. Io ho avvertito i sintomi 4-5 giorni dopo il mio rientro. Dal giorno 9 mi ha sempre seguito sempre il mio medico che ringrazio. Non sono mai uscita dalla mia abitazione. Se è uscito qualcuno è uscita mia madre, con la mascherina, perchè avevano diritto anche noi di mangiare. Non mi sono mai permessa di uscire dalla mia stanza, dalla mia casa, così come è stato detto. Il sindaco mi dovrà dare delle spiegazioni perchè io subito ho detto le cose come sono avvenute, quindi diffamarmi in questo modo lo trovo vergognoso“.

Quando è stato fatto il tampone?

La giovane spiega anche quando le è stato fatto il tampone e quando ha saputo di essere positiva: “Il tampone mi è stato fatto perchè per 20 giorni mio padre aveva tosse e febbre e si sospettava che fosse bronchite. E ringrazio Dio che era solo bronchite, perchè mio padre è risultato negativo. Quindi significa che in casa io ho rispettato quello che dovevo rispettare. Sono stanca, io querelo il sindaco perchè ha dato una notizia falsa. Ho chiamato Polizia, carabinieri e ho preteso che il tampone mi venisse fatto subito. Io ho avuto il tampone perchè mio padre è stato male. Dal 9 marzo il tampone mi è stato fatto il 25, quindi io ho tutelato la salute dei cittadini e la mia salute, senza sapere che ero positiva.

Un ultimo appello ai cittadini

Quindi vi chiedo la cortesia di finirla di farmi passare per quella che non sono. Io mi sono messa in auto-isolamento. Dopo due giorni ho chiamato la Polizia Municipale di Acerra, ho chiamato l’ASL che mi hanno seguito e li ringrazio, ho chiamato la mia dottoressa. Ho avvisato tutti quelli che dovevo avvisare. Quindi l’ospedale ha fatto schifo perchè ha aspettato tutto questo tempo per un tampone“.

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