Cronaca

Coronavirus-Madonna dell’Arco. Il priore attacca: “Primo tampone dopo tre deceduti”

coronavirus madonna dell'arco

Sant’Anastasia. La struttura per anziani a Madonna dell’Arco rischia di diventare un vero e proprio focolaio di Coronavirus. In mattinata sono stati infatti resi noti i primi risultati dei diversi tamponi svolti negli ultimi giorni tra i dipendenti della struttura. Al momento risultano 23 i contagiati tra i degenti e gli operatori della struttura.

L’allarme è stato lanciato dal medico curante di un degente della struttura, e successivamente si sono registrarti tre casi di decesso. La situazione rischia di essere grave, ma fortunatamente l’intervento della direzione della struttura sta evitando il peggio, visto che da alcuni giorni è stata posta in isolamento, facendo sì che nessuno potesse entrare o uscire dalla struttura. Un’azione che ha certamente evitato che il contagio si diffondesse in altre zone della regione. Dopo la diffusione delle prime notizie è arrivata la consueta caccia “ai colpevoli” di questa situazione, che secondo molti sarebbe implicabile alla direzione. A chiarire la situazione è intervenuto il priore padre Alessio Romano. Queste le sue parole, da cui emerge un ritardo nei tamponi, che potrebbe essere stato determinati ai fini del contagio.

Queste le sue parole:

Non avrei mai voluto dover scrivere questo post, ma le voci, i pettegolezzi, i giudizi che stanno debordando dal web e sui telefonini in queste ore, mi impongono di non restare in silenzio. La mia priorità è stata, fin dal principio di questa emergenza e ancor prima che fossero adottate in tutta Italia misure ad hoc, di tutelare le persone. I degenti della Residenza Sanitaria Anziani, i dipendenti, i confratelli, tutti. L’ho fatto subito, adottando misure di prevenzione ancor prima che queste ultime diventassero regole imposte da Governo, Regione, Asl. Ho deciso io di prenderle, conscio che mio dovere è rassicurare, garantire un clima di serenità. Purtroppo il nemico non è di quelli da sottovalutare e noi non lo abbiamo fatto.

Leggo commenti che creano allarmismi inutili e che profittano del momento difficile sostenendo che tutto ciò sarebbe colpa nostra, mia e dei Domenicani, mia e della direzione della Rsa. Smettetela, perché non sapete di cosa state parlando! Tuttora, dopo circa 16 ore l’Asl non ha ancora consegnato tutti i risultati. Io stesso ho un risultato ufficioso, per quel che mi riguarda“.

“Otto giorni fondamentali”

Mettiamo ordine: il primo tampone è stato richiesto dal medico curante di un degente il 17 di marzo. Lo sapete quando sono arrivati ad effettuarlo? Ve lo dico io: lunedì scorso, il 23 marzo, in seguito a ben tre morti due dei quali risultati positivi. Otto giorni fondamentali. Solo allora chi di dovere ha compreso che ciò che noi avevamo chiesto era urgente ed importante. Nonostante le sollecitazioni, mie e del medico curante, il risultato è giunto solo dopo che ci è scappato il morto. Perciò, se chi parla da dietro una tastiera si sente più bravo, efficiente, efficace dei medici, dei dirigenti Asl e di tutti coloro che hanno la responsabilità di vite umane, scendessero in strada e andassero a dar loro una mano, andassero a richiedere tamponi se ci riescono, venissero a darci una mano nelle case di riposo che stanno diventando, la Mamma dell’Arco ci salvi, focolai in tutta Italia, come gli ospedali“.

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