“Se i comuni sono incapaci di entrare nell’ATO, il Presidente De Luca li deve commissariare”

 

Sono disperati, non sanno né quando né se avranno i loro soldi. In molti vorrebbero andare in pensione per un po’ di meritato riposo, ma non gli sono stati versati i contributi, quindi devono ancora attendere.

Parliamo dei lavoratori del Consorzio Unico di Bacino. Di loro abbiamo parlato diverse volte per le proteste che hanno organizzato, spesso anche estreme. Negli ultimi giorni per esempio Giovanni D’Errico, lavoratore del consorzio, appartenente al gruppo di Acerra, è salito su una gru al Centro Direzionale di Napolichiedendo garanzie e certezze sulla loro vertenze.

La questione CUB

I CUB sono anni che combattono per avere semplicemente un loro diritto: avere una vita dignitosa. Purtroppo però da decine di mesi non vengono retribuiti. E la cosa peggiore è che non gli sono stati versati neanche i contributi. Ci sono infatti diverse persone che superano i 65 anni, imbrigliate in una situazione assurda. Questa è la vicenda per quanto riguarda il passato, adesso però c’è un presente e un futuro che devono essere assolutamente analizzati.

Il piano per i prossimi mesi

Attualmente c’è un piano straordinario di inserimento lavorativo, realizzato dalla Regione Campania, la cui durata dovrebbe essere tra i 12 e i 18 mesi. Una buona iniziativa, visto anche le oltre 1000 persone che attualmente vivono in queste condizioni di assoluto precariato, potrebbero andare a fornire un servizio importante su tanti comuni: I dipendenti dovrebbero infatti aiutare le città nello sviluppo della raccolta differenziata, dovrebbero andare a formare un gruppo di vigilanza ambientale e bonificare e riqualificare i terreni su cui insistono o insistevano rifiuti. Insomma mansioni che nella provincia di napoli sarebbero di fondamentale utilità. Bene, ma quando partirà? In realtà le visite mediche, che già furono spostate, sono previste per la prossima settimana. Di conseguenza l’ipotesi più plausibile è che se ne parli tra metà e luglio e fine luglio. Un dato che provocherebbe due elementi negativi: ii dipendenti non percepirebbero soldi per i prossimi mesi e soprattutto si andrebbe a creare un servizio, che soprattutto nel caso della vigilanza ambientale, è fondamentale sin da subito, visto l’avvicinarsi dell’estate e soprattutto dei roghi. 

Ma esiste una soluzione definitiva?

Il piano straordinario è come detto una buona soluzione sia per loro che per il territorio, ma non è quella definitiva e soprattutto non darebbe tranquillità agli operatori costretti a vivere altri dodici mesi con la paura del futuro. Ma una soluzione esiste ed è messa nero su bianco. Gli oltre mille dipendenti del consorzio infatti rientrano in un piano previsto dagli ATO (Ambito territoriale Ottimale). Una sorta di ente che dovrebbe gestire i servizi pubblici per i comuni della provincia di Napoli. Esempio: il comune di Acerra ha il suo servizio di raccolta dei rifiuti, appaltandolo ad una ditta terza. Con l’ATO invece si avrebbe un unico servizio per tutti i comuni e i si andrebbe ad utilizzare la forza lavoro dei dipendenti del Bacino. Ma l’ATO è fermo da anni al palo. Da quando fu istituito nulla è cambiato.

La proposta dei dipendenti

A questo punto i lavoratori del CUB di Acerra chiedono una cosa semplice: “Esiste una soluzione chiara e definitiva, che potrebbe portare vantaggi a tutti. Perchè non viene attutata? Per incapacità, per interessi, fateci capire. Noi siamo stanchi, siamo morti che camminano. Non è possibile fare queste cose sulle spalle nostre. Per questo facciamo un appello direttamente al presidente De Luca: se i comuni non vogliono dar vita all’ATO, il presidente ha il diritto e il dovere di commissariarli perché solo così è possibile che qualcosa cambi. Se non lo si fa ci dovete spiegare il motivo. O siete incapacai o in malafede. Ed in entrambi i casi non potete rappresentare milioni di persone.” 

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